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Giuseppe Ungaretti
e le sue poesie...
Giuseppe Ungaretti
LA BIOGRAFIA

JIl poeta nacque ad Alessandria d'Egitto nel 1888 da genitori italiani. Il padre morì quando Ungaretti aveva appena due anni.
Nel 1912 si trasferì a Parigi dove studio all'università Sorbona senza però laurearsi. Nella città conobbe i maggiori esponenti delle avanguardie: Apollinare, Picasso, Soffici, Papini, Palazzeschi e Marinetti.
Allo scoppio della prima guerra mondiale, rientrò in Italia e si arruolò volontario combattendo sul Carso.<br> Successivamente ritornò a Parigi dove visse dal 1918 fino al 1921, lavorando presso l'ambasciata e scrivendo corrispondenze per il Popolo d'Italia. Dopo l'esperienza parigina si trasferì' a Roma e lavorò per il Ministero del Tesoro.
Nel 1936 fu chiamata ad insegnare all'Università di San Paolo in Brasile e qui visse fino al 1942.
Nel 1939 fu colpito da un grave lutto, la morte del figlioletto Antonietto. Al suo rientro in Italia fu eletto Ambasciatore d'Italia e ottenne la cattedra di Storia della letteratura italiana contemporanea dell'università di Roma.
Morì a Milano nel 1970.


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Stella
Stella, mia unica stella,
   Nella povertà della notte sola,
   Per me, solo, rifulgi,
   Nella mia solitudine rifulgi;
   Ma, per me, stella
   Che mai non finirai d’illuminare,
   Un tempo ti è concesso troppo breve,
   Mi elargisci una luce
   Che la disperazione in me
   Non fa che acuire.

Veglia
Un'intera nottata buttato vicino
   a un compagno massacrato
   con la sua bocca digrignata
   volta al plenilunio
   con la congestione
   delle sue mani penetrata
   nel mio silenzio ho scritto
   lettere piene d'amore
   Non sono mai stato
   tanto attaccato alla vita.

Agonia
Morire come le allodole assetate
   sul miraggio
   O come la quaglia
   passato il mare
   nei primi cespugli
   perché di volare
   non ha più voglia
   Ma non vivere di lamento
   come un cardellino accecato.

La madre
E il cuore quando d'un
   ultimo battito
   Avrà fatto cadere il muro d'ombra,
   Per condurmi, Madre, sino al Signore,
   Come una volta mi darai la mano.
   In ginocchio, decisa,
   Sarai una statua davanti all'Eterno,
   Come già ti vedeva
   Quando eri ancora in vita.
   Alzerai tremante le vecchie braccia.
   Come quando spirasti
   Dicendo: Mio Dio, eccomi.
   E solo quando m' avrà perdonato,
   Ti verrà desiderio di guardarmi.
   Ricorderai d'avermi atteso tanto,
   E avrai negli occhi un rapido sospiro.

San Martino del Carso
Di queste case
   non è rimasto
   che qualche
   brandello di muro
   Di tanti
   che mi corrispondevano
   non è rimasto
   neppure tanto
   Ma nel cuore
   nessuna croce manca
   E' il mio cuore
   il paese più straziato.

Girovago
In nessuna
parte
di terra
mi posso
accasare.
A ogni
nuovo
clima
che incontro
mi trovo
languente
che una volta
già gli ero stato
assuefatto.
E me ne stacco sempre
straniero.
Nascendo
tornato da epoche troppo
vissute.
Godere un solo
minuto di vita
iniziale.
Cerco un paese
innocente.

Silenzio
Conosco una città
che ogni giorno s'empie di sole
e tutto è rapito in quel momento.

Me ne sono andato una sera.

Nel cuore durava il limìo
delle cicale.

Dal bastimento
verniciato di bianco
ho visto
la mia città sparire
lasciando
un poco
un abbraccio di lumi nell'aria torbida
sospesi.

Tutto ho perduto
Tutto ho perduto dell'infanzia
E non potrò mai più
Smemorarmi in un grido.
L'infanzia ho sotterrato.
Nel fondo delle notti.
E ora, spada invisibile,
Mi separa da tutto.
Di me rammento che esultavo amandoti,
Ed eccomi perduto
In infinito delle notti.
Disperazione che incessante aumenta
La vita non mi è più,
Arrestata in fondo alla gola,
Che una roccia di gridi.

La notte bella
Quale canto s'è levato stanotte
che intesse
di cristallina eco del cuore
le stelle.

Quale festa sorgiva
di cuore a nozze.

Sono stato
uno stagno di buio.

Ora mordo
come un bambino la mammella
lo spazio.

Ora sono ubriaco
d'universo.

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I testi sono di proprietà dei rispettivi autori che ringrazio per l'opportunità che mi danno far conoscere gratuitamente a studenti ed agli utenti del web i loro testi per solo finalità illustrative didattiche.
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