Hermann Hesse - Antonio

Antonio
FOLLOW
Antonio
Antonio
computer
Antonio
Poesie, frasi, aforismi, proverbi e dintorni
www.antonio.125mb.com
gatto
Vai ai contenuti






Hermann Hesse
e le sue poesie...
herma hesse
Nobel per la letteratura 1946
LA BIOGRAFIA

Il 2 Luglio 1877 nasce, a Calw nello Shwarwald (Württemberg, Germania), Hermann Hesse,uno degli scrittori più letti del secolo. Il padre, Johannes, ex missionario e direttore editoriale è un cittadino tedesco nato in Estonia mentre la madre, Maria Gundert, è nata in India da padre tedesco e madre svizzero-francese.
Non si può ad ogni modo tralasciare l'annotazione che, a conti fatti, la famiglia degli Hesse impartì una severa educazione pietistica al figlio,
tale da provocare non poche reazioni negative nel sensibile ragazzo. Alcuni esempi di questa insofferenza si possono rinvenire direttamente per mezzo dell'autore, attraverso gli schizzi autobiografici che ci ha lasciato e in cui descrive le reazioni negative ai doveri imposti e a qualsiasi "comando familiare", prescindendone dalla giustezza come dalla nobiltà delle intenzioni.
Questo intrecciarsi di motivi esistenziali diversi getta notevole luce sulla sua attività narrativa. La vita e l'opera di Hermann Hesse, infatti, sono percorse interamente dal contrasto fra tradizione familiare, personalità e coscienza individuale e realtà esterna.
Dopo i primi successi letterari Hesse trovò una schiera di lettori sempre crescente, innanzitutto nei paesi di lingua tedesca, poi, prima della Grande guerra, negli altri paesi europei e in Giappone, e dopo l'assegnazione del Nobel per la letteratura (1946) in tutto il mondo.
L'opera di Hesse,esprime, in una prosa classicamente composta, ma ricca di accensioni liriche, una vasta, articolata dialettica tra sensualità e spiritualità, ragione e sentimento. Il suo interesse per le componenti irrazionalistiche del pensiero, anticipa gli atteggiamenti delle ultime avanguardie statunitensi ed europee e spiega la fortuna che i suoi libri hanno trovato presso le giovani generazioni.  
Il 9 agosto del 1962 a Montagnola moriva in seguito a una emorragia cerebrale.
banner antonio rettangolo-A-gif
Io ti chiesi
Io ti chiesi perché
               i tuoi occhi
               si soffermano nei miei
               come una casta
               stella del cielo
               in un oscuro flutto.
               Mi hai guardato a lungo
               come si saggia un bimbo
               con lo sguardo,
               mi hai detto poi,
               con gentilezza:
               ti voglio bene,
               perché sei tanto triste.

Così percorrono le stelle
Così percorrono le stelle
               la loro orbita
               inalterabili
               ed incomprese.
               Noi ci contorciamo
               in mille vincoli.
               Tu procedi di splendore
               in splendore.
               La tua vita è un'unica luce.
               Io dalle mie oscurità
               devo tendere
               le mie desiderose braccia
               verso di te.
               Tu mi sorridi
               e non mi comprendi.

Alla Malinconia
Fuggendo da te
               mi sono dato ad amici e vino,
               perché dei tuoi occhi oscuri
               avevo paura,
               e nelle braccia dell’amore
               ed ascoltando il liuto
               ti dimenticai, io tuo figlio infedele.
               Tu però in silenzio mi seguivi,
               ed eri nel vino
               che disperato bevevo,
               ed eri nel calore delle mie notti d’amore,
               ed eri anche nello scherno,
               che t’esprimevo.
               Ora mi rinfreschi le mie membra sfinite
               ed accolto hai nel tuo grembo il mio capo,
               ora che dai miei viaggi son tornato:
               tutto il mio vagare dunque
               era un cammino verso di te.

Canzone di viaggio
Sole illumina il mio cuore,
vento disperdi le mie pene
               e i miei lamenti!
               Piacere più profondo
               non conosco sulla terra
               se non di andare lontano.
               Per la pianura seguo il mio corso,
               il sole deve ardermi,
               il mare rinfrescarmi
               per condividere la vita
               della nostra terra
               dischiudo festoso
               i miei sensi.
               E così ogni nuovo giorno
               mi deve nuovi amici,
               nuovi fratelli indicare,
               finché lieto posso tutte
               le forze celebrare,
               e di ogni stella
               diventare ospite e amico.

Giovinezza, dolce sogno?
Notti e notti la fronte tra le mani
chino, ho vegliato sui libri
               ciò che cercavo non l'ho trovato,
               ciò che ho trovato
               l'ho per anni da allora dimenticato.
               Per notti e notti, con la bocca ardente
               fui zimbello di belle donne
               e mi fu svelato il mistero
               dell'amore acceso
               di voluttà e ricco d'onore.
               Per notti e notti assorto e solitario
               nella notte confusa
               dal vino e dall'ebbrezza
               ora siedo e mi sento sprofondare
               e le sue luci ammiccan come spettri.
               Sapienza tanto a lungo inseguita
               parole, canzoni sono maturate in me,
               ma le lascio silenziose e inespresse
               ondeggiare verso i tramonti blu.

Perchè ti amo
Perché ti amo, di notte son venuto da te
così impetuoso e titubante
e tu non mi potrai più dimenticare
l'anima tua son venuto a rubare.

Ora lei è mia - del tutto mi appartiene
nel male e nel bene,
dal mio impetuoso e ardito amare
nessun angelo ti potrà salvare.

Fuga di giovinezza
La stanca estate china il capo
specchia nell'acqua il suo biondo volto.
Erro stanco e impolverato
nell'ombra dle viale.

Tra i pioppi soffia una leggera
brezza. Il cielo alle mie spalle è rosso
di fronte l'ansia della sera
- e il tramonto - e la morte.

E vado stanco e impolverato
e dietro a me resta esitante
la giovinezza, china il capo
e non vuole più seguire la strada con me.

Vieni con me
Vieni con me!
Devi affrettarti però,
sette lunghe miglia
io faccio ad ogni passo.
Dietro il bosco ed il colle
aspetta il mio cavallo rosso.
Vieni con me! Afferro le redini,
vieni con me nel mio castello rosso.
Lì crescono alberi blu
con mele d'oro,
là sogniamo sogni d'argento,
che nessun altro può sognare.
Là dormono rari piaceri,
che nessuno finora ha assaggiato,
sotto gli allori baci purpurei.
Vieni con me per boschi e colli!
tienti forte! Affero le redini,
e tremando il mio cavallo ti rapisce.

Il faggio sanguigno
Un giovane faggio sanguigno era
testimone del mio primo amore,
e quando inventai la mia prima poesia,
stette a guardare ciò che scrivevo.

Come il faggio sanguigno nessun albero
può abbandonarsi allo sfarzo della primavera,
nessuno ha un sogno d'estate così vivace
e nessuno un avvizzire così brusco.

Un giovane faggio sanguigno sta
in tutti i miei sogni,
un magico passato soffia
intorno al mio albero prediletto.


arrow
I testi sono di proprietà dei rispettivi autori che ringrazio per l'opportunità che mi danno far conoscere gratuitamente a studenti ed agli utenti del web i loro testi per solo finalità illustrative didattiche.
FOLLOW
Created by Antonio Abbonizio
CONTACTS EMAIL

Antonio
www.antonio.125mb.com
Grazie ^_^
Votami in Net-Parade
Torna ai contenuti